Proctologia

Marische anali: cosa sono, sintomi, cause e quando rimuoverle

Dott.ssa Ilaria Ferrante spiega cosa sono le marische anali durante una visita proctologica.

Ti è mai capitato, durante le manovre di igiene quotidiana o magari dopo un periodo di particolare stress intestinale, di avvertire al tatto un piccolo lembo di pelle in eccesso proprio sul bordo dell’ano? Molti pazienti arrivano nel mio ambulatorio preoccupati, temendo che si tratti di un tumore o di emorroidi che “non rientrano”, ma spesso la risposta è molto più semplice: stiamo parlando delle marische anali.

Come chirurgo proctologo, so bene quanto questa zona del corpo sia delicata non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Spesso il paziente prova imbarazzo nel descrivere il problema o aspetta mesi prima di farsi visitare, magari utilizzando creme contro le emorroidi che, ahimè, su una marisca hanno lo stesso effetto che avrebbero su un neo o su una vecchia cicatrice: nessuno. In questo articolo voglio spiegarti con chiarezza cosa sono queste formazioni, perché si sviluppano e quando invece è il caso di intervenire chirurgicamente per ritrovare il benessere.

📋 In sintesi

  • Le marische anali sono pliche cutanee perianali benigne, non vascolari.
  • Spesso sono l’esito di precedenti trombosi emorroidarie o ragadi anali.
  • Non sono pericolose ma possono ostacolare la corretta igiene intima, causando irritazioni.
  • Le creme anti-emorroidarie non possono eliminarle poiché sono fatte di pelle in eccesso.
  • La rimozione chirurgica è indicata solo se sintomatiche o per disagio estetico/igienico.

Marische anali: di cosa si tratta davvero

Inizio col dirti cosa NON sono: le marische anali non sono emorroidi, non sono condilomi e non sono tumori. Dal punto di vista anatomico, le definiamo come pliche cutanee perianali (o skin tags anali). Immaginale come dei piccoli lembi di pelle, morbidi e generalmente dello stesso colore della cute circostante, che “avanzano” sul margine dell’ano.

Nella mia pratica clinica, vedo quotidianamente pazienti che confondono queste escrescenze con il prolasso emorroidario. La differenza fondamentale risiede nella struttura: mentre le emorroidi sono cuscinetti vascolari ricchi di sangue che possono gonfiarsi e sanguinare, le marische sono costituite esclusivamente da pelle. Questo spiega perché non causano dolore acuto e perché non rispondono a nessuna terapia farmacologica locale. Sono, a tutti gli effetti, delle “cicatrici” o degli esiti plasticamente alterati di processi infiammatori passati.

Possono presentarsi come formazioni singole o multiple, talvolta circondando l’intera circonferenza anale a mo’ di “corona”. Sebbene siano asintomatiche nella maggior parte dei casi, la loro presenza può creare una sorta di “tasca” che trattiene piccoli residui fecali o umidità, rendendo difficile quella pulizia impeccabile che la regione anale richiede. Ed è proprio qui che nascono i problemi di prurito o irritazione che spesso spingono il paziente a consultare uno specialista.

Quali sono le cause

infografica marische anali

Molti pazienti mi chiedono: “Dottoressa, perché proprio a me?”. La verità è che non c’è sempre una causa genetica, ma piuttosto una serie di eventi che portano la pelle anale a subire uno stress eccessivo. Vediamo insieme quali sono i fattori scatenanti più comuni che osservo in ambulatorio.

Pregressa trombosi emorroidaria esterna

Questa è la causa principe. Durante una trombosi emorroidaria, un coagulo di sangue gonfia improvvisamente un’emorroide esterna, tendendo al massimo la pelle sovrastante. Quando il coagulo si riassorbe spontaneamente o con la terapia, la pelle che era stata così tanto stirata non sempre torna alla sua dimensione originaria. Rimane lì, come una sorta di “palloncino sgonfio” o di sacchetto vuoto. Quella pelle in eccesso è, appunto, la marisca.

Le ragadi anali e la “marisca sentinella”

In caso di ragade anale cronica (una piccola ferita o ulcera del canale anale), il corpo mette in atto una sorta di meccanismo di difesa infiammatorio. Al margine esterno della ragade si forma spesso una plica cutanea edematosa che noi proctologi chiamiamo marisca sentinella. In questo caso, la marisca è un segnale prezioso: ci dice che lì sotto c’è una ferita che fa fatica a guarire e che richiede un trattamento specifico per la ragade, non solo per la plica esterna.

Gravidanza e post-parto

Il periodo della gestazione e il momento del parto sono momenti di enorme stress per il pavimento pelvico e la zona anale. La stipsi frequente in gravidanza, unita all’aumento della pressione venosa addominale e allo sforzo espulsivo durante il parto, favorisce la comparsa di emorroidi e, successivamente, di marische residue. Trovo che molte neomamme trascurino questo problema per mesi, pensando sia “normale”, ma una valutazione corretta può aiutare a distinguere i semplici esiti cutanei da emorroidi prolassate che necessitano di cure diverse.

Stipsi cronica e sforzi evacuativi

Chi soffre di stitichezza cronica tende a passare molto tempo sul WC e a compiere sforzi eccessivi (torchio addominale). Questo traumatismo continuo della regione anale, unito al passaggio di feci particolarmente dure, può causare micro-infiammazioni della cute che, nel tempo, portano allo sviluppo di queste pliche. Anche l’uso eccessivo di carta igienica ruvida o detergenti aggressivi può irritare la pelle e favorire la formazione di skin tags.

I sintomi da non ignorare

Come ho accennato, la marisca in sé non fa male. Se senti un dolore acuto, pulsante o urente, probabilmente non è una marisca, o almeno non è solo quello. Tuttavia, i sintomi indiretti possono essere molto fastidiosi e impattare sulla qualità della vita quotidiana.

SintomoDescrizioneFrequenza
Disagio igienicoDifficoltà a pulirsi perfettamente dopo l’evacuazione; tracce di feci sulla carta.Molto frequente
Prurito analeCausato dal ristagno di umidità o muco tra le pieghe della pelle.Frequente
Irritazione o brucioreDovuto allo sfregamento dei vestiti o alla pulizia troppo energica.Occasionale
Sensazione di corpo estraneoPercezione costante di qualcosa che “esce” dall’ano.Frequente

💡 Lo sapevi?

Nonostante il nome possa trarre in inganno, il termine “marisca” deriva dal latino marisca, che indicava un tipo di fico dolce e voluminoso. In passato, a causa della loro forma, queste pliche venivano assimilate visivamente a questa varietà di frutti!

Voglio fare una precisazione: molti pazienti che soffrono di marische finiscono per sviluppare una vera e propria fobia dell’igiene, lavandosi dieci o venti volte al giorno. Paradossalmente, questo eccesso di acqua e sapone toglie il film idrolipidico protettivo della pelle, rendendo la marisca ancora più dolente e irritabile. Ricordati che la pulizia deve essere efficace, non ossessiva.

Come si arriva alla diagnosi

L’iter diagnostico per identificare correttamente le marische anali e distinguerle da patologie più complesse inizia con un colloquio anamnestico approfondito, seguito dall’esame clinico specialistico. Per lo specialista, è fondamentale comprendere se l’escrescenza sia comparsa improvvisamente (suggerendo una trombosi acuta) o se sia un rilievo stabile presente da anni.

La procedura standard prevede l’ispezione della regione perianale e del perineo. Lo specialista osserva la consistenza della plica, la sua base d’impianto, il colore e la presenza di eventuali ulcerazioni o lesioni associate, come i condilomi da HPV (Papillomavirus), che spesso hanno una superficie più irregolare e a “cresta di gallo”. A differenza delle emorroidi prolassate, le marische non sono riducibili manualmente all’interno del canale anale e non presentano la tipica colorazione violacea dovuta al ristagno venoso.

Nelle situazioni in cui la diagnosi differenziale non sia immediata o si sospetti una patologia interna sottostante, si ricorre all’anoscopia. Questo esame strumentale, eseguito mediante il posizionamento di un piccolo tubicino in plastica o metallo (anoscopio), permette di visualizzare direttamente il canale anale e di escludere la presenza di emorroidi interne di grado avanzato, flogosi rettali o polipi rettali bassi. Nel caso in cui la marisca presenti caratteristiche atipiche, come un indurimento sospetto o una vascolarizzazione anomala, si può optare per un’escissione bioptica con relativo esame istologico, al fine di escludere con certezza neoplasie rare della cute anale.

Come si cura

Strumenti per la chirurgia proctologica laser.
Il laser è una delle opzioni più precise per la rimozione delle pliche cutanee.

Le marische anali asintomatiche non richiedono alcun trattamento medico o chirurgico. La pura presenza di una plica cutanea non rappresenta una condizione patologica che necessita obbligatoriamente di terapia. Tuttavia, qualora il paziente lamenti disturbi funzionali, igienici o un disagio psicologico rilevante, l’asportazione chirurgica diventa l’opzione d’elezione.

Il trattamento può essere suddiviso in gestione conservativa e interventi di escissione. La gestione conservativa non elimina la marisca, ma mira a ridurre l’irritazione locale attraverso l’uso di detergenti a pH fisiologico, l’applicazione di paste protettive all’ossido di zinco o creme emollienti specifiche. In presenza di marische associate a ragadi anali, l’iter prevede prioritariamente la cura della ragade stessa mediante pomate miorilassanti o, nei casi refrattari, la sfinterotomia interna, che spesso porta alla risoluzione spontanea dell’edema della plica sentinella.

L’escissione chirurgica, definita mariscectomia, viene generalmente eseguita in regime di day hospital o chirurgia ambulatoriale, spesso in anestesia locale con sedazione. Le tecniche a disposizione dello specialista includono:

  • Escissione con bisturi freddo: la tecnica tradizionale che prevede la rimozione millimetrica della cute in eccesso e la successiva sutura con punti riassorbibili o, più frequentemente, lasciando la ferita aperta per una guarigione per seconda intenzione, onde evitare eccessive tensioni cutanee.
  • Elettrobisturi o Radiofrequenza: strumenti che permettono di tagliare il tessuto e contemporaneamente eseguire l’emostasi (chiusura dei piccoli vasi sanguigni), riducendo il rischio di sanguinamento intraoperatorio.
  • Laser a CO2 o Diodo: l’utilizzo del laser permette una rimozione estremamente precisa con un danno termico ridotto ai tessuti circostanti. Questa tecnologia viene spesso preferita per la capacità di ridurre il dolore post-operatorio e favorire una riepitelizzazione più rapida, sebbene i costi siano mediamente superiori alle tecniche standard.

Il decorso post-operatorio richiede circa 7-14 giorni per la completa chiusura della ferita. Durante questo periodo, si consiglia al paziente di mantenere feci morbide mediante una dieta ricca di fibre e l’assunzione di abbondante acqua, per minimizzare il traumatismo della zona operata durante la defecazione.

Si può prevenire?

Personalmente ritengo che la prevenzione sia l’arma più efficace che abbiamo, anche se non sempre è possibile evitare la formazione delle marische, specialmente dopo eventi traumatici come il parto. Tuttavia, adottare alcune buone abitudini può fare la differenza nel contenere il rischio che piccoli problemi proctologici diventino cronici.

Il mio primo consiglio riguarda la regolarità intestinale. Feci morbide richiedono meno sforzo per essere espulse, riducendo la pressione sui vasi emorroidari e sulla pelle anale. Trovo che molti pazienti sottovalutino l’importanza delle fibre (verdura, frutta, cereali integrali) e, soprattutto, dell’idratazione. Senza acqua, le fibre agiscono come un “tappo” invece di facilitare il transito. Bevi almeno 2 litri di acqua al giorno: la tua pelle anale ti ringrazierà.

Un altro punto fondamentale è l’igiene intima. Evita detergenti profumati, colorati o aggressivi; un sapone neutro o specifico per la zona perianale è più che sufficiente. Dopo il lavaggio, non strofinare mai con l’asciugamano: tampona delicatamente fino a completa asciugatura. Se passi molto tempo seduto per lavoro, cerca di fare delle pause e, se possibile, utilizza cuscini ergonomici per scaricare la pressione sul perineo. Infine, se avverti i primi segnali di emorroidi o una piccola crisi trombotica, non aspettare: una cura tempestiva può prevenire lo stiramento cutaneo che porta alla formazione delle marische residue.

Quando correre dal medico

Sebbene le marische siano formazioni benigne, esistono dei segnali che definisco “red flag” che non devono essere assolutamente ignorati. Nella mia esperienza, la diagnosi precoce è fondamentale per escludere patologie più serie che possono mimare l’aspetto di una semplice plica cutanea.

⚠️ Attenzione

Prenota una visita specialistica immediata se noti: sanguinamento rosso vivo o scuro, dolore acuto improvviso, cambiamenti nella forma o nel colore della pelle, secrezioni anomale (pus o muco) o se avverti una massa che non avevi mai notato prima.

Non bisogna mai dare per scontato che “sia solo una marisca”. Un nodulo duro e dolente potrebbe essere una trombosi emorroidaria esterna che richiede un’incisione d’urgenza. Una lesione che prude intensamente e ha una superficie irregolare potrebbe essere un condiloma, che è contagioso e richiede una terapia specifica per evitare che si diffonda. Inoltre, se hai una storia familiare di patologie colorettali, qualunque anomalia nell’area anale merita un controllo accurato. Non aver paura di chiedere: il tuo benessere inizia dalla consapevolezza.

Domande Frequenti (FAQ)

Le marische anali possono trasformarsi in tumori?
No, le marische anali sono formazioni cutanee benigne e non hanno una tendenza intrinseca alla malignità. Tuttavia, altre lesioni potenzialmente pericolose possono somigliare alle marische, motivo per cui una diagnosi medica è sempre necessaria.

L’intervento di asportazione è doloroso?
L’intervento viene eseguito in anestesia locale, quindi non è doloroso durante l’esecuzione. Nel post-operatorio è normale avvertire fastidio o bruciore per alcuni giorni, soprattutto durante l’evacuazione, ma il tutto è ben gestibile con i comuni antidolorifici.

Possono ricrescere dopo l’operazione?
Una volta asportate chirurgicamente, le marische non ricrescono come se fossero dei funghi. Tuttavia, se persistono le cause che le hanno generate (stipsi, sforzi, emorroidi non curate), potrebbero formarsene di nuove in punti diversi.

Esistono cure naturali o creme efficaci?
Purtroppo no. Essendo pelle in eccesso, non esistono creme, pomate o rimedi naturali capaci di farle riassorbire. Le creme possono solo alleviare eventuali irritazioni della superficie cutanea.

Posso rimuoverle da solo a casa?
Assolutamente no! Tentare di tagliare o legare escrescenze in una zona così ricca di vasi sanguigni e batteri espone a rischi gravissimi di emorragia e infezioni severe. Solo un professionista in ambiente sterile può eseguire l’intervento in sicurezza.

Ricordo ancora con piacere il caso di Maria (nome di fantasia), una giovane paziente che per anni aveva evitato di mettersi in costume da bagno a causa di due marische piuttosto evidenti. Era convinta di avere una patologia emorroidaria incurabile e provava un imbarazzo paralizzante. Dopo una visita di pochi minuti, siamo riusciti a tranquillizzarla e abbiamo programmato una piccola escissione laser. Quando l’ho rivista al controllo dopo un mese, il suo sorriso diceva tutto: non era solo un problema estetico risolto, ma una liberazione mentale da un peso che non aveva più motivo di esistere. Affrontare questi problemi con serenità e con il supporto di uno specialista è il primo passo per tornare a sorridere.

Fonti scientifiche:

  • Società Italiana di Chirurgia Colorettale (SICCR) – Linee guida sulla patologia emorroidaria e perianale.
  • American Society of Colon and Rectal Surgeons (ASCRS) – Practice Parameters for the Management of Perianal Skin Tags.
  • World Journal of Gastroenterology – Clinical presentation and management of benign anorectal disorders.
  • Mayo Clinic – Anal skin tags: Causes, Symptoms, and Diagnosis.

Disclaimer: Le informazioni fornite in questo articolo hanno carattere puramente informativo e non sostituiscono il parere, la diagnosi o il trattamento di un medico professionista. Rivolgiti sempre al tuo medico o a uno specialista per qualsiasi dubbio sulla tua salute.