Ricordo bene il caso di una giovane paziente che per anni aveva combattuto con quelli che credeva essere semplici foruncoli ricorrenti alle ascelle e all’inguine. Si sentiva in colpa, convinta che dipendesse da una scarsa igiene o dall’uso di rasoi troppo aggressivi. Quando finalmente è arrivata nel mio studio, la situazione era già complessa: non erano semplici brufoli, ma i segni inconfondibili dell’idrosadenite suppurativa, una patologia che può minare profondamente la qualità della vita se non diagnosticata e trattata correttamente.
📋 In sintesi
- L’idrosadenite suppurativa (HS) è una malattia infiammatoria cronica dei follicoli piliferi, non un’infezione superficiale.
- Si manifesta con noduli dolorosi, ascessi e tunnel sottocutanei in zone come ascelle, inguine e glutei.
- La classificazione di Hurley (stadi I, II, III) guida la scelta del trattamento.
- La terapia combina farmaci (antibiotici, biologici) e chirurgia per rimuovere le lesioni irreversibili.
- Una diagnosi precoce è fondamentale per prevenire cicatrici invalidanti e tunnel ramificati.

📑 Indice dei contenuti
- Cosa succede nel corpo: non chiamatela acne
- Perché si sviluppa: le cause dell’idrosadenite
- Come riconoscerla: sintomi e stadi di Hurley
- Il percorso diagnostico: come si arriva alla diagnosi
- Le opzioni di cura: farmaci e chirurgia
- Cosa fare ogni giorno: prevenzione e stile di vita
- Quando è urgente agire: i segnali d’allarme
- Domande frequenti (FAQ)
Cosa succede nel corpo: non chiamatela acne
Sebbene sia spesso chiamata “acne inversa“, l’idrosadenite suppurativa ha ben poco a che fare con l’acne giovanile che tutti conosciamo. Si tratta di una patologia infiammatoria che interessa l’unità pilosebacea, ovvero il follicolo pilifero e le ghiandole annesse. Il processo inizia con l’occlusione del follicolo: il materiale prodotto rimane intrappolato, causando una dilatazione e, infine, la rottura del follicolo stesso nel derma profondo.
Questa rottura scatena una risposta immunitaria violentissima. Il corpo reagisce al contenuto del follicolo come se fosse un corpo estraneo, provocando infiammazione, pus e, col tempo, la formazione di tunnel (tragitti sottocutanei) che collegano diversi ascessi tra loro. Non è una malattia legata alla sporcizia: è un malfunzionamento del sistema immunitario a livello cutaneo.
Perché si sviluppa: le cause dell’idrosadenite
Nella mia pratica clinica, vedo spesso pazienti che cercano una causa singola, ma l’idrosadenite è una malattia multifattoriale. Esiste una forte predisposizione genetica (circa il 40% dei pazienti ha un familiare affetto), ma giocano un ruolo cruciale anche i fattori ambientali e ormonali.
Fattori non modificabili
- Genetica: Alterazioni in alcuni geni (come quelli del complesso della gamma-secretasi) possono predisporre alla malattia.
- Ormoni: L’esordio avviene solitamente dopo la pubertà e le donne sono colpite più frequentemente, suggerendo un legame con gli ormoni sessuali.
Fattori modificabili e stili di vita
- Fumo di sigaretta: È uno dei principali trigger. La nicotina può alterare la funzione dei follicoli e alimentare l’infiammazione.
- Obesità: Il tessuto adiposo in eccesso produce molecole infiammatorie e aumenta l’attrito nelle zone di piega, peggiorando drasticamente il quadro clinico.
- Attrito meccanico: L’uso di indumenti troppo stretti o la depilazione traumatica possono favorire l’occlusione follicolare.
Come riconoscerla: sintomi e stadi di Hurley
I sintomi iniziano solitamente con noduli profondi, simili a foruncoli, ma molto più dolorosi e persistenti. Si localizzano tipicamente nelle ascelle, all’inguine, sotto il seno e tra i glutei. La progressione della malattia viene classificata attraverso gli stadi di Hurley, fondamentali per decidere la strategia chirurgica.
| Stadio Hurley | Caratteristiche Cliniche | Frequenza Recidive |
|---|---|---|
| Stadio I | Noduli isolati, senza tunnel o cicatrici. | Episodica |
| Stadio II | Noduli ricorrenti con formazione di tunnel e cicatrici iniziali. Cute sana tra le lesioni. | Frequente |
| Stadio III | Interessamento diffuso di un’area, con tunnel interconnessi e ascessi multipli. | Persistente |
⚠️ Attenzione
L’idrosadenite non è contagiosa. Se notate noduli che compaiono sempre nelle stesse zone e lasciano cicatrici scure o tunnel sottocutanei, non aspettate: la diagnosi precoce è l’unica arma per evitare lo Stadio III.
Il percorso diagnostico: come si arriva alla diagnosi

La diagnosi di idrosadenite suppurativa si basa principalmente sulla valutazione clinica. Lo specialista esamina la morfologia delle lesioni, la loro localizzazione e la ricorrenza nel tempo. Tipicamente, la presenza di almeno due episodi documentati in sei mesi orienta verso questa patologia.
Per approfondire l’estensione della malattia, si ricorre spesso all’ecografia cutanea ad alta frequenza. Questo esame permette di mappare i tunnel sottocutanei non visibili a occhio nudo e di valutare la presenza di ascessi profondi. In alcuni casi, può essere necessario eseguire dei tamponi colturali per escludere sovrainfezioni batteriche, sebbene la causa primaria resti infiammatoria e non infettiva. La diagnosi differenziale deve escludere ascessi banali, cisti sebacee infiammate o, in caso di lesioni perineali, manifestazioni della malattia di Crohn.
Le opzioni di cura: farmaci e chirurgia
Il trattamento dell’idrosadenite deve essere personalizzato. Non esiste una “pillola magica”, ma un percorso integrato che combina terapie mediche per spegnere l’incendio dell’infiammazione e interventi chirurgici per rimuovere le “macerie” (cicatrici e tunnel).
Terapia Medica
Nelle fasi iniziali o acute, si utilizzano antibiotici (come tetracicline o combinazioni di clindamicina e rifampicina) non solo per combattere i batteri, ma per il loro effetto antinfiammatorio. Nei casi moderati-gravi, i farmaci biologici (anticorpi monoclonali contro il TNF-alfa o le interleuchine) hanno rivoluzionato la prognosi, permettendo di controllare la malattia a lungo termine.
Trattamento Chirurgico
La chirurgia interviene quando il danno anatomico è ormai consolidato. Le tecniche variano in base alla gravità:
- Incisione e drenaggio: Si utilizza solo per dare sollievo immediato in caso di ascesso acuto molto doloroso, ma non risolve il problema alla radice.
- Deroofing: Una tecnica mininvasiva che consiste nell’asportare il “tetto” del tunnel sottocutaneo, permettendo alla zona di guarire correttamente dal basso. È ideale per lo Stadio II.
- Escissione ampia: Negli stadi più avanzati, è necessario rimuovere interamente l’area di cute malata. La ferita può essere lasciata guarire da sola (seconda intenzione) o chiusa con lembi o innesti cutanei.
Cosa fare ogni giorno: prevenzione e stile di vita
Capisco bene quanto possa essere frustrante sentirsi dire di cambiare abitudini, ma piccoli accorgimenti quotidiani possono ridurre drasticamente la frequenza delle riacutizzazioni. So che non è facile, ma smettere di fumare è il regalo più grande che potete fare alla vostra pelle se soffrite di HS.
Evitate di indossare indumenti sintetici e troppo aderenti che aumentano il sudore e l’attrito. Per l’igiene, utilizzate detergenti delicati a pH fisiologico o antisettici specifici consigliati dal medico, evitando sfregamenti eccessivi. Anche la gestione del peso corporeo, riducendo l’attrito nelle pieghe cutanee e diminuendo lo stato infiammatorio generale, gioca un ruolo fondamentale.
Quando è urgente agire: i segnali d’allarme
Sebbene l’idrosadenite sia una malattia cronica, esistono momenti in cui è necessario rivolgersi immediatamente allo specialista. Un aumento improvviso del dolore, associato a febbre o brividi, può indicare una sovrainfezione batterica importante o un ascesso in fase di rottura.
Non sottovalutate mai la comparsa di tunnel che drenano siero o pus costantemente: questo è il segno che la malattia sta creando una rete sottocutanea che difficilmente regredirà con i soli farmaci. Anche l’impatto psicologico è un segnale d’allarme: se la malattia vi impedisce di uscire, di lavorare o di vivere serenamente la vostra intimità, è il momento di riconsiderare la strategia terapeutica insieme a un team multidisciplinare.
💡 Lo sapevi?
L’idrosadenite suppurativa colpisce circa l’1% della popolazione, ma la diagnosi arriva spesso con un ritardo medio di 7-10 anni. Molti pazienti passano attraverso innumerevoli pronto soccorso prima di incontrare uno specialista che sappia dare un nome al loro problema.
Domande frequenti (FAQ)
L’idrosadenite dipende da una cattiva igiene?
Assolutamente no. È una falsa credenza che causa molta sofferenza psicologica. L’HS è una malattia infiammatoria che nasce all’interno del follicolo pilifero; lavarsi troppo o con prodotti aggressivi può addirittura peggiorare la situazione irritando la cute.
Posso spremere i noduli a casa?
No, è vivamente sconsigliato. La manipolazione può causare la rottura del follicolo ancora più in profondità, espandendo l’infiammazione e favorendo la formazione di tunnel e cicatrici permanenti.
La chirurgia garantisce la guarigione definitiva?
La chirurgia rimuove il tessuto malato in una specifica area, riducendo drasticamente le recidive in quella zona. Tuttavia, essendo una malattia sistemica, l’idrosadenite può comparire in altre sedi se non viene controllata anche dal punto di vista medico e dello stile di vita.
Quali sono le zone più colpite?
Le aree dove la pelle sfrega contro altra pelle: ascelle, inguine, regione perineale (attorno all’ano), interno coscia e, nelle donne, la zona sotto il seno.
Si può guarire dall’idrosadenite?
Oggi preferiamo parlare di “remissione”. Grazie ai nuovi farmaci biologici e alle tecniche chirurgiche moderne, è possibile spegnere l’infiammazione e tornare a una vita normale, priva di dolore e secrezioni.
Nella mia esperienza clinica ad Avellino e provincia, ho visto come un approccio empatico e una strategia combinata possano fare la differenza. Non lasciate che l’imbarazzo vi impedisca di chiedere aiuto: una soluzione esiste e inizia con una corretta informazione.
Fonti scientifiche:
- Zouboulis CC, et al. European S2k Guidelines for Hidradenitis Suppurativa/Acne Inversa. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2024.
- HS Foundation. Clinical Practice Guidelines for the Management of Hidradenitis Suppurativa. 2022.
- NICE Guidance. Secukinumab for treating moderate to severe hidradenitis suppurativa. 2023.
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento medico professionale. Rivolgiti sempre al tuo medico specialista per ogni dubbio riguardante la tua salute.
